Ciao Caterina

tu sarai:

Gonnja

La tua vita ha avuto inizio con una metamorfosi. Hai solo vaghi ricordi della vita prima, dei tuoi genitori, della tua infanzia, di cosa facevi e come ti sentivi. La trasformazione è avvenuta poco a poco: ora non sei più un essere umano, bensì un’incarnazione dell’arte. In questo percorso ti sei lasciato alle spalle il tuo passato, così come il tuo vecchio nome e il tuo sesso. Non fai parte di questo mondo, sorvoli la terra e gli uomini come l‘aria e per loro risulti intangibile e impenetrabile come il vento o la magia. Non hai altri fini che quello di esprimere l’arte sempre ed in tutte le sue forme.

Mantenere questo stato divino è una lotta costante con gli elementi e solo sostanze altamente potenti possono proteggerti dal pericolo di ritornare allo stato di comune essere umano. Lo spacciatore di cui ti fidi ciecamente per comprare le tue droghe è noto sotto il nome di Achim Muscolo, ma le potenti sostanze ti costano somme considerevoli e ultimamente sei rimasto indietro con i pagamenti. Per questa ragione Achim Muscolo rifiuta da più di un mese di venderti la sua droga e da allora te la procuri da diversi spacciatori per strada.

La tua protettrice, Hella Sommerfeld, è sia il tuo angelo custode che la tua tresca. Il suo nome è in realtà Auguste von Waltensburg, ma la cosa non ha per te la minima importanza. Del resto, i nomi non sono altro che parole vuote. Ogni tanto i vostri spiriti e i vostri corpi si fondono in un fuoco d’artificio di emozioni. Hella ti aiuta quando i problemi terreni ti affliggono e organizza le tue esibizioni.

Recentemente è riuscita a farti ottenere un ingaggio al teatro Metropol. Il ruolo che ti è stato assegnato si è rivelato una benedizione del cielo. Alla prima sei andato ben oltre le indicazioni della regia, recitando fino al delirio. Pieno di determinazione, ti sei aperto le vene con un coltello da cucina davanti al pubblico attonito. Il tuo sangue è sgorgato dalla ferita, spargendosi sul palco mentre tu cercavi di dirigere il getto verso la tua bocca per bere il dolce elisir della vita. Il regista dello spettacolo, Bruno Ben Berg, era fuori di sé: secondo il copione dovevi farti solo un piccolo taglio con il coltello da cucina. Da allora quel coltello da cucina ha per te un enorme valore emotivo e hai pregato l’attrezzista Anton Werner di lasciartelo tenere. Anton, con il quale intrattieni da poco tempo una spumeggiante liaison, ha acconsentito e da allora porti sempre con té il coltello per gustare il più a lungo possibile questo stato di emergenza psichica.

La seconda indescrivibile esplosione emotiva, uno stato di estasi traboccante, l’hai vissuta qualche giorno fa. Insieme alla ballerina americana di charleston Sara Lux avevate assunto delle sostanze che avevate comprato per strada poco prima. Con le droghe Sara è scivolata in un altro mondo, dove tu non potevi più raggiungerla. Hai assistito affascinato al suo viaggio, durante il quale lei ha perso il collegamento con questo mondo e dal quale non è più tornata.

Non vedi l’ora di festeggiare il grande anniversario al Metropol Varieté, del resto tutta Berlino non fa che parlare della tua spettacolare performance e non vedi l’ora di raccogliere ammirazione e odio, poiché l’arte nella sua forma più perfetta deve suscitare entrambi.

Gonnja

Travestimento e aspetto

Sei Gonnja, un’incarnazione dell’arte, non esiste un pronome per designare il tuo genere. La tua origine è un segreto. I tuoi piedi non poggiano a terra, levitano. I tuoi vestiti sono sgargianti, eccentrici e infrangono tutte le regole.